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La facciata della Grotta del Buontalenti. La facciata è un lavoro di Giovanni Battista del Tadda
Lo stemma dei Medici e le due figure che rappresentano la "pace" e la "giustizia".
L'interno della prima camera. Le due statue (sull'estrema destra e sull'estrema sinistra) sono copie dei "Prigioni"di Michelangelo (gli originali sono adesso alla Galleria dell'Accademia). Sullo sfondo è visibile una statua di marmo che rappresenta il rapimento di Paride e Elena, statua eseguita da Vincenzo Rossi da Fiesole (1525-1587).
I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
LA FACCIATA
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GROTTA DEL BUONTALENTI
Giardino di Boboli, Firenze
 

La Grotta del Buontalenti, fu realizzata, disegnata e ideata tra il 1583 e il 1593 da Bernardo Buontalenti (Firenze 1536-1608), questa grotta è uno dei più importanti luoghi del Giardino di Boboli, è una grotta artificiale riempita di false stalattiti e stalagmiti, con statue di pecore, pastori e Dei romani.

La facciata è un lavoro di Giovanni Battista del Tadda, con ai lati le statue di Cerere e Apollo di Baccio Bandinelli, ed è sormontata dallo stemma dei Medici e dalle due figure che rappresentano la "pace" e la "giustizia". L'emblema della famiglia Medici, un numero di palle rosse su uno scudo d'oro, è esposto su molti palazzi di Firenze e della Toscana.

Le origini dello stemma mediceo, il cui disegno fu cambiato diverse volte negli anni, non sono conosciute. La palla sulla cima è blu ed è dipinta con i gigli di Francia, in accordo con i privilegi ricevuti dal re di Francia Luigi XI in cambio dei servigi diplomatici ricevuti.

La facciata della Grotta del Buontalenti. La facciata è un lavoro di Giovanni Battista del Tadda
La facciata della Grotta del Buontalenti. La facciata è un lavoro di Giovanni Battista del Tadda
Lo stemma dei Medici e le due figure che rappresentano la "pace" e la "giustizia".
Lo stemma dei Medici e le due figure che rappresentano la "pace" e la "giustizia".

La grotta è formata da una serie di tre camere comunicanti: la prima camera, con decorazioni a stucco in bassorilievo opera di Pietro Mati, è caratterizzata da scene pastorali di Bernardino Poccetti (1542-1612) ed ospitava fino al 1924 i "Prigioni" di Michelangelo (ora alla Galleria dell'Accademia, nella grotta ci sono delle copie); la seconda camera contiene un gruppo di statue di marmo che rappresentano Paride e Elena, scolpite da Vincenzo Rossi da Fiesole (1525-1587); la terza camera, ha affreschi del Poccianti, e una bella fontana del Giambologna (1529-Firenze 1608) che rappresenta Venere al Bagno insidiata da quattro satiri.

La grotta è situata vicino all'ingresso del Giardino di Boboli e nel punto dove arriva il Corridoio Vasariano.

BERNARDO BUONTALENTI (Firenze 1536-1608): Bernardo Buontalenti fu architetto, scultore, pittore, miniaturista e ingegnere militare, fu uno dei protagonisti dell'architettura toscana nel XVI secolo. Come soprintendente delle fattorie militari e civili del Granducato, egli sovrintese alle fortificazioni di Firenze, Prato, Livorno, Pistoia, Grosseto, Siena e a quelle dell'isola d'Elba. Buontalenti inventò anche equipaggiamenti da guerra, strumenti meccanici, automi e ingegnosi apparecchi per l'intrattenimento degli ospiti. I suoi più importanti lavori comprendono la villa e il giardino di Pratolino, il contributo alla costruzione degli Uffizi, la Grotta nel Giardino di Boboli, la Fortezza di Belvedere, le ville di Artiminio e di Cerreto Guidi, il suo lavoro a Poggio a Caiano, e il porto di Livorno.

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I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
L'interno della prima camera. Le due statue (sull'estrema destra e sull'estrema sinistra) sono copie dei "Prigioni"di Michelangelo (gli originali sono adesso alla Galleria dell'Accademia). Sullo sfondo è visibile una statua di marmo che rappresenta il rapimento di Paride e Elena, statua eseguita da Vincenzo Rossi da Fiesole (1525-1587).
I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
L'interno della prima camera. Le due statue (sull'estrema destra e sull'estrema sinistra) sono copie dei "Prigioni"di Michelangelo (gli originali sono adesso alla Galleria dell'Accademia). Sullo sfondo è visibile una statua di marmo che rappresenta il rapimento di Paride e Elena, statua eseguita da Vincenzo Rossi da Fiesole (1525-1587).
I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
I delicati colori del soffitto della prima camera, affreschi con decorazioni a stucco, rappresentanti scene pastorali, eseguiti da Bernardino Poccetti (1542-1612)
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