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Cartelli, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini
Cartelli, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Passeggiata nel Chianti: l’Anello di Cintoia

Scritto da Marco Ramerini.

Le colline a sud di Firenze racchiudono luoghi segreti poco conosciuti ai milioni di turisti che visitano la città di Firenze, ma anche agli stessi abitanti della zona. Uno di questi luoghi è senza dubbio la zona del Castello di Cintoia. Questo territorio è un territorio molto interessante dal punto di vista naturalistico e paesaggistico ma lo è ancora di più dal punto di vista storico. Per esplorare questo territorio meraviglioso esiste un bellissimo itinerario circolare chiamato “Anello di Cintoia” che in circa 6 ore di camminata permette di ammirare i tratti più belli di questa zona. Il sentiero nella sua parte lungo il torrente Sezzate segue in gran parte l’antica strada etrusca, romana e medievale che collegava Firenze e Fiesole a Volterra.

Il sentiero lungo il bosco, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Il sentiero lungo il bosco, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

L’itinerario che abbiamo percorso inizia circa 500 metri dopo aver oltrepassato il Castello di Mugnana. Dopo aver parcheggiato l’auto in uno slargo della strada torniamo indietro di alcune decine di metri e prendiamo a sinistra (a destra arrivando da Mugnana) il sentiero segnalato con le indicazioni itinerario n°18. L’anello lo percorriamo in senso antiorario. Il sentiero inizia in forte salita, ed è questo il tratto più duro di tutta l’escursione, noi abbiamo preferito farlo all’inizio della passeggiata con le forze fresche. Il sentiero comincia da un altitudine di 300 metri e sale nel primo tratto, lungo circa 2,5 km, fino ai 615 metri d’altezza. Il tratto più duro è il primo chilometro in cui si arriva ai 550 metri d’altezza. Il sentiero sale lungo un area boscosa inizialmente con pini e lecci, che poi, con l’aumentare dell’altezza, lasciano il passo ai castagni. Fate attenzione ai segnali del sentiero perché salendo è facile sbagliare, a noi è capitato. Poi una volta in quota il sentiero diventa pianeggiante e segue per gran parte il crinale. Qui è possibile fare una breve deviazione per visitare i ruderi dell’Oratorio di San Giusto. Proseguendo invece lungo il sentiero n°18 si supera il casolare di Casa al Monte, e poi si scende verso il paese de La Panca a circa 500 metri d’altezza ed dopo aver percorso circa 5 km dal nostro punto di partenza.

Abbazia di Montescalari, Figline e Incisa Valdarno. Autore e Copyright Marco Ramerini

Abbazia di Montescalari, Figline e Incisa Valdarno. Autore e Copyright Marco Ramerini

Da La Panca incrociamo la strada asfaltata che porta a Greve in Chianti e proseguiamo in salita lungo il sentiero n°18, che qui ha un tratto in comune con il sentiero n°00. A cominciare da questa parte del percorso, e fino quasi al termine del nostro itinerario, il sentiero n°18 segue il tracciato della strada etrusca e poi romana che collegava Volterra con Fiesole. Dopo circa 1 km il sentiero n°18 devia a sinistra, noi invece, prima, vogliamo visitare l’Abbazia di Montescalari, per cui proseguiamo lungo il sentiero principale, che è una strada bianca che sale in quota fino a superare i 700 metri d’altezza in corrispondenza di un area attrezzata dai cacciatori di cinghiali. Dopo circa 2 km dal bivio per il sentiero n°18 si raggiunge la magnifica Abbazia di San Cassiano a Montescalari, un abbazia medievale fortificata fondata attorno all’anno mille. L’abbazia ebbe il suo periodo di massima prosperità tra il XIII e il XIV secolo. Agli inizi del XVII secolo furono eseguiti lavori di ampliamento che in parte cambiarono l’aspetto medievale dell’edificio. Durante la seconda guerra mondiale, nel luglio 1944, il campanile dell’abbazia fu raso al suolo. La facciata dell’abbazia è imponente e si presenta come una struttura fortificata con un bel portale d’ingresso sormontato da stemmi, lungo le mura si trova anche uno stemma mediceo. Purtroppo l’edificio non è visitabile e davanti ad esso si trova un auto abbandonata con targa straniera, si trova li da diversi anni, un vero scempio, sarebbe opportuno toglierla.

Resti di selciato, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Resti di selciato, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Strada medievale, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Strada medievale, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Terminata la visita all’Abbazia di Montescalari torniamo indietro lungo la stessa strada fino al bivio per il sentiero n°18, qui giriamo a destra e imbocchiamo questo sentiero che per un primo tratto prosegue in piano, ma poi inizia a scendere bruscamente, in meno di 1 km scendiamo, lungo un sentiero scosceso, di circa 200 metri di quota fino a Cintoia Alta. Il Castello di Cintoia risale all’anno mille e oggi è un insieme di belle case in pietra con scalinate e portici, una piazzetta, resti del cassero e una porta con arco gotico.

Dopo il Castello di Cintoia scendiamo lungo la strada principale fino in prossimità del ponte sul torrente, ma prima del ponte giriamo a destra proseguendo lungo l’itinerario n°18 che da questo punto si fa pianeggiante e costeggia, prima su strada bianca e poi su sentiero, il corso del torrente Sezzate.

Castello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Castello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Torrente Sezzate, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Torrente Sezzate, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Giungiamo in corrispondenza di un antico mulino oggi ristrutturato e divenuto struttura ricettiva, qui sulla destra sale una suggestiva strada medievale con il suo acciotolato, noi proseguiamo in basso e attraversiamo il fiume, quindi, sempre lungo il torrente ci addentriamo nel bosco. Lungo questo tratto del percorso ci sono evidenti tratti di basolato della strada romana che si mischia ai ciottoli della strada medievale. Il torrente è attraversato da piccoli ponti in pietra, probabilmente strutture di epoca romana o medievale che attraversano il torrente in corrispondenza di idilliache cascatelle e pozze d’acqua creando scenari molto belli. Lungo il fiume sono anche i ruderi di strutture antiche, probabilmente vecchi mulini ad acqua.

Ponte romano o medievale, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Ponte romano o medievale, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Castello di Sezzate, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Castello di Sezzate, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Proseguendo si arriva in vista del Castello di Sezzate, un maniero probabilmente fondato nel XII secolo. Il castello appartenne alla famiglia degli Alamanni, ma poi, nel XIII secolo entrò a far parte dei possedimenti dei Conti Guidi, che essendo leali all’Imperatore coinvolsero i loro possedimenti, e anche il Castello di Sezzate, nella lotta tra guelfi e ghibellini. Nei secoli successivi il castello divenne residenza signorile della famiglia dei Bardi. Durante il medioevo accanto al castello si svolgeva un importante mercato. Giunti al castello prendiamo a sinistra il sentiero che scende bruscamente nel campo di olivi fino a raggiungere il torrente che si attraversa per mezzo di un altro ponte medievale. Sulla sponda da cui proveniamo lungo il torrente si trovano i resti di alcuni edifici in rovina, probabilmente si tratta delle rovine di un mulino ad acqua, il Mulino di Sezzate, e forse della casa dei gabellieri che segnava il confine tra i territori dei due castelli. Qui il paesaggio è suggestivo sembra di ritornare indietro nel medioevo, siamo nel punto più basso del nostro itinerario a circa 220 metri d’altezza. Risaliamo il sentiero verso il Castello di Mugnana, anch’esso risalente al XII secolo, dopo essere stato possedimento della nobile famiglia fiorentina degli Amidei divenne, nel XIV secolo, anch’esso possedimento della famiglia dei Bardi. Giunti al Castello di Mugnana non ci resta, per terminare l’itinerario, che proseguire per circa 500 metri fino al punto da dove siamo partiti.

Rovine di un mulino ad acqua, il Mulino di Sezzate, e forse della casa dei gabellieri. Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Rovine di un mulino ad acqua, il Mulino di Sezzate, e forse della casa dei gabellieri. Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Castello di Mugnana, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Castello di Mugnana, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Il totale del percorso è di circa 17 km compreso i circa 4 km di deviazione (tra andata e ritorno) per l’Abbazia di Montescalari. Il tempo impiegato, soste comprese, è di circa 6 ore. Il punto più alto toccato nel nostro itinerario sono i circa 710 metri di altitudine che si raggiungono poco prima di arrivare all’Abbazia di Montescalari, mentre la quota più bassa sono i 220 metri di quota che si hanno in corrispondenza del ponte sul torrente Sezzate tra i due castelli di Sezzate e Mugnana. Il percorso ad anello senza la deviazione per l’Abbazia di Montescalari è di circa 13 km totali.

A sinistra il Castello di Mugnana e a destra il Castello di Sezzate, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

A sinistra il Castello di Mugnana e a destra il Castello di Sezzate, Anello di Cintoia, Greve in Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

Mappa Anello di Cintoia

Mappa Anello di Cintoia

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