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La strada principale di accesso alla città, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini
La strada principale di accesso alla città, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Roselle: una città etrusco-romana sulle sponde dell’antico lago Prile

Situata lungo la strada Siena-Grosseto, pochi km a nord di Grosseto, la collina di Roselle racchiude i più importanti resti etrusco – romani della Toscana. Il fiume Ombrone caratterizzava l’idromorfologia di quest’area, nell’antichità i fiumi erano fondamentali linee di comunicazione, e l’Ombrone probabilmente era allora navigabile per un lungo tratto, inoltre nel passato la piana dove adesso è Grosseto non esisteva e al suo posto era un braccio di mare che lentamente andava formando un lago, il Lago Prile. L’esistenza della laguna condizionò positivamente le città che, nel periodo etrusco, si affacciavano sulle sponde del lago: Roselle e Vetulonia.

Roselle si trovava in una posizione geografica favorevole: sul lato a sud era il lago Prile, che era la via d’accesso al mare e alle città litoranee, mentre il fiume di Ombrone, era la via d’accesso con la Val d’Orcia e le città dell’Etruria interna. Le tracce più antiche che riguardano il territorio di Roselle arrivano fino alla preistoria, ma lo sviluppo dell’insediamento si ebbe dalla prima metà del settimo secolo a.C. Fra le fonti letterarie su Roselle, si può citare Dionisio di Alicarnasso, che accenna a Roselle insieme a Chiusi, ad Arezzo ed a Volterra, che dettero sostegno ai Latini contro Tarquinio Prisco alla conclusione del settimo secolo a.C. Ciò sembra implicare che Roselle era una città di primaria importanza in quel periodo.

I massi imponenti delle mura Etrusche, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

I massi imponenti delle mura Etrusche, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Anche le testimonianze archeologiche sembrano provare ciò: i resti più antichi di Roselle datano al VII secolo a.C., successivamente, nel VI secolo a.C la città ebbe un grande sviluppo: il secondo anello delle mura della città, fu costruito in questo periodo, esso circonda entrambe le colline ed è ancora in gran parte visibile. A quel tempo, la città consisteva in edifici in argilla, terracotta e in muri di pietre a secco. Le due colline e la valle intermedia erano ampiamente urbanizzate: le costruzioni private erano sulla collina a nord, mentre le attività commerciali erano concentrate sulla collina a sud.

Una continuità nella vita dell’insediamento è ben documentata durante le età classica e ellenistica. La conquista romana avvenuta nel 294 a.C. per opera del console Lucio Postumio Megello, viene accennata da Livio. Le testimonianze archeologiche danno pochi ritrovamenti riguardanti questo periodo. Uno strato di distruzione per fuoco, datable alle prime decadi del I secolo a.C., suggerisce che Roselle fu coinvolta nelle distruzioni operate da Silla, insieme ad altre città Etrusche (Talamone, Vetulonia, Populonia, Volterra e Fiesole).

La Basilica Civile (in primo piano), il Foro e la Domus dei Mosaici, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

La Basilica Civile (in primo piano), il Foro e la Domus dei Mosaici, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Con la Lex Milia e la Lex Plautia-Papiria, gli abitanti di Roselle, diventarono cittadini romani. Lo strumento principale, che i romani utilizzavano per romanizzare i territori conquistati era la colonizzazione, essa mirava a raggiungere due scopi principali: controllare il territorio conquistato e respingere gli attacchi esterni. A sud di Roselle, la colonia romana di Cosa è un esempio di come la colonizzazione interessava, oltre alla città, anche il territorio circostante, con la costruizione di infrastrutture quali ponti, strade, porti.

Al contrario, la conquista di Roselle non richiese la colonizzazione del territorio, vasti settori del territorio, furono lasciati liberi da interventi umani. Soltanto durante l’età imperiale romana (circa tre secoli dopo la conquista) Roselle fu interessata da un’intensa attività di costruzione. A quel tempo fu conferito alla città il titolo di colonia, come prova l’iscrizione: Pub(lica) Col(onia) Rus(ellana) timbrato sui tubi dell’acqua delle condutture disposte nel centro urbano. I monumenti principali di Roselle sono quindi d’età imperiale: l’anfiteatro, il foro monumentale, la basilica dei Bassi e le terme.

Parte della Domus dei Mosaici, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Parte della Domus dei Mosaici, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Anche Roselle soffrì, nella tarda età imperiale, della decadenza comune a tutte le città dell’impero. Nel V secolo dC. Roselle era sede vescovile ed aveva una grande diocesi. Tra la fine del VI secolo e l’inizio del VII secolo la città fu conquistata dai Longobardi. Nel 787 Carlo Magno offrì i territori di Populonia, Roselle e Sovana al Papa Adriano, ma l’effettivo controllo papale si limitò alla sola Sovana, mentre Roselle fu ancora controllata dal Sacro Romano Impero per tramite dell’episcopato leale di Lucca.

Nel 862 Roselle fu ceduta dal vescovo di Lucca, appartenente alla famiglia degli Aldobrandeschi, a suo fratello, da qui in avanti la storia di Roselle fu collegata a quella della famiglia degli Aldobrandeschi. Tuttavia, nell’età medioevale Roselle era soltanto un piccolo borgo e non occupava tutta la zona della città romana. Nel 1138 il Papa Innocenzo XI (1130-43) ratificò il trasferimento della diocesi da Roselle a Grosseto. Dopo questa data, Roselle fu progressivamente abbandonata.

I resti dell'Anfiteatro, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

I resti dell’Anfiteatro, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

SCAVI ARCHEOLOGICI DI ROSELLE

La città etrusca e poi romana sorge su una collina a circa 150 m sopra la pianura grossetana: un tempo la città dominava il lago di Prile, l’antico braccio di mare che occupava la piana di Grosseto, il lago nelle epoche successive divene prima una palude e fu in seguito (alla fine del ‘700) bonificato. Roselle è una delle città etrusco-romane meglio conservate della Toscana, la città faceva parte della dodecapoli etrusca, e fu abbandonata definitivamente solo nel 1138 quando la sede episcopale fu spostata a Grosseto.

Fondata nel VII secolo a.C., Roselle era una città costiera sull’antico lago Prile importante per la pesca e per il commercio con le città etrusche dell’interno. Roselle si sviluppò soprattutto a partire dal VI secolo a.C., probabilmente il suo sviluppo fu a danno delle lucumonie vicine in particolare di Vetulonia, fino ad allora la città etrusca più importante della Maremma, situata sulle colline retrostanti la sponda opposta del Lago Prile. Nel 294 a.C. fu conquistata da Roma per mano del console L. Postumio Megello.

Basamento di una colonna, Basilica Civile, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Basamento di una colonna, Basilica Civile, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Durante la dominazione romana la città fu ampliata e abbellita con terme, ville ed un anfiteatro fra i meglio conservati della zona. Sotto l’Impero Roselle divenne municipio romano (dopo l’89 a. C.) e poi colonia. In questo periodo sorsero i più importanti monumenti come il Foro e la Basilica, un sistema di raccoglimento delle acque piovane e un edificio termale.

Prima di arrivare al piazzale del parcheggio dell’area archeologica, lungo la strada di accesso, sono visibili i resti di una piccola necropoli etrusca con tombe a camera. Entrati nel recinto dell’area archeologica conviene proseguire in salita costeggiando la via principale di accesso alla città, si tratta di un bel tratto selciato di strada romana che porta fino all’area del foro, lungo la strada si trova una antica vasca romana.

Al termine della strada sul lato sinistro troviamo i muri che delimitano la Basilica Civile, un edificio a pianta rettangolare in opus reticolatum e opus vittatum con colonnato interno di cui oggi si conserva solo il basamento di una colonna. Il Foro, che si trova sopra una colmata artificiale, fu costruito all’epoca di Augusto, ma ebbe una successiva sistemazione con pavimentazione in lastre di travertino nel I secolo d.C., il lato orientale è delimitato dal Cardo Maximus, mentre sul lato occidentale la piazza si affaccia scenograficamente sulla pianura grossetana (in antico si affaciava sul lago Prile).

Le mura etrusche, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Le mura etrusche, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Dal Foro conviene prima visitare la parte meridionale della città dove si trovava la sede dei Flamines Augustales, che era il luogo del culto imperiale ed era costituito da un’area rettangolare con pareti rivestite di lastre marmoree e nicchie che ospitavano statue della dinastia giulio-claudia, qui infatti furono rinvenute delle statue e delle iscrizioni attualmente conservate al Museo Archeologico di Grosseto. Accanto a questo edificio era un piccolo tempio di età Claudia, poco oltre lungo il Cardo Maximus si apre l’ingresso della cosiddetta Domus dei Mosaici, di età tardo repubblicana (80-60 a.C.), un tipico esempio di abitazione romana. Proseguendo oltre, dopo poche centinaia di metri, raggiungiamo la collina meridionale dove si trova un quartiere di abitazione di età ellenistica, attraversato da una fitta rete di canalizzazione, sempre qui si trova una monumentale cisterna romana scavata nella roccia con volte ad opus incertum e rivestita internamente di malta idraulica.

Tornati nella zona del Foro, la piazza del Foro proseguiva verso nord lungo la collina fino a raggiungere altri edifici di età imperiale fra i quali la “Basilica dei Bassi”, un edificio con abside del I secolo d.C., probabilmente usato come ambiente di rappresentanza della potente famiglia locale dei Bassi. Ad est del Foro oltre la già descritta Basilica Civile, seguendo la strada basolata si costeggia a sinistra un quartiere di età imperiale e poi si raggiunge l’area delle Terme, complesso di età imperiale edificato nei primi decenni del II° sec. d.C. su un precedente quartiere abitativo e che era formato, oltre che dai locali termali veri e propri (“natatio”, “frigidarium”, “tepidarium”, “laconicum”, “calidarium”) da un grande ambiente di servizio di forma irregolare che dava accesso alle caldaie. A partire dalla fine del V° sec. d.C. le terme furono riutilizzate come chiesa cristiana, con interno a tre navate mentre l’area circostante, ristrutturata in età carolingia (fra VIII e IX sec.) fu utilizzata come cimitero.

Il panorama che si ha dalla città di Roselle sulla pianura di Grosseto, qui in antichità era il Lago Prile, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Il panorama che si ha dalla città di Roselle sulla pianura di Grosseto, qui in antichità era il Lago Prile, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

Tornati indietro all’area del Foro proseguiamo lungo la collina nord che è dominata dall’ Anfiteatro di forma ellittica con quattro accessi (di cui due scoperti e due con volte a botte), la struttura di piccole dimensioni è databile al I° sec. a.C., nel Medioevo fu riutilizzato come edificio fortificato. Sulla destra dell’Anfiteatro un sentiero in discesa porta alla bella e interessante passeggiata delle Mura Etrusche, probabilmente la parte più interessante della visita, che consiglio senz’altro di fare.

L’imponente cinta muraria che si snoda per circa 3 km lungo le pendici delle due colline che formano la città risale al VI secolo a.C., di essa si conservano tuttora lunghi tratti costituiti da grossi blocchi in opera poligonale, l’opera comprendeva ben sette porte di accesso alla città, ma solo tre sono state individuate; una delle porte si apriva nei pressi dell’attuale ingresso. Delle Mura Etrusche sono conservati ampi tratti ad est, a nord e a nord-ovest, l’altezza massima nella parte nord (quella della passeggiata) è di 5 metri. La parte delle Mura a ovest e a sud-ovest è invece caratterizzata da blocchi più piccoli dovuti ad un rifacimento in età Ellenistica (IV secolo a.C.).

La Basilica dei Bassi, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

La Basilica dei Bassi, Roselle, Grosseto. Author and Copyright Marco Ramerini

INFORMAZIONI PRATICHE:

L’Area Archeologica di Roselle si trova a 10 km a nord di Grosseto lungo la strada per Siena, per raggiungerla si deve uscire all’uscita per Roselle e poi seguire le indicazioni per il parco archeologico.

Gli scavi sono aperti al pubblico dalle 8.30 fino al tramonto tutti i giorni. Per informazioni, tel. 0564/402403.

Il costo del biglietto è 4 Euro. Nei musei ed aree archeologiche statali è consentito l’ingresso gratuito: ai cittadini dell’Unione Europea che non abbiano compiuto il diciottesimo o che abbiano superato il sessantacinquesimo anno di età. L’importo del biglietto di ingresso è ridotto alla metà: per i cittadini dell’Unione Europea di età compresa tra i diciotto ed i venticinque anni.

I reperti trovati negli scavi di Roselle sono esposti nel Museo Archeologico e d’Arte della Maremma, P.zza Baccarini, 3 – 58100 – Grosseto (GR) Tel: 0564 488754 Fax: 0564 488753

BIBLIOGRAFIA

  • AA. VV. “Toscana” Guide Rosse Touring Club Italiano, 2007
  • Cur. Celuzza, Mariagrazia “Guida alla Maremma antica” NIE, 1993
  • Dennis George, cur. Celuzza M. G. “Grosseto, Roselle, Populonia, Vetulonia, Orbetello, Ansedonia” NIE, 1988
  • cur. Nicosia F.; Poggesi G. “Roselle. Guida al parco archeologico” 1998, NIE
  • Cygielman Mario, Poggesi Gabriella, “La cinta muraria di Roselle” 2009, NIE
  • cur. Marcella Parisi “Grosseto dentro e fuori porta. L’emozione e il pensiero” Associazione Archeologica Maremmana, Siena, C&P Adver Effigi, 2001

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