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Perseo di Benvenuto Cellini. Loggia della Signoria o Loggia dei Lanzi, Piazza della Signoria, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini,,
Perseo di Benvenuto Cellini. Loggia della Signoria o Loggia dei Lanzi, Piazza della Signoria, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini,,

Statua del Perseo di Benvenuto Cellini: una delle statue più famose di Piazza della Signoria a Firenze

Tra le statue presenti oggi nella Loggia della Signoria o dei Lanzi, il Perseo di Benvenuto Cellini è probabilmente l’opera più importante e straordinaria dal punto di vista artistico e tecnico, considerata un capolavoro della scultura manierista italiana ed una delle statue più famose di Piazza della Signoria a Firenze.

La famosa statua in bronzo si trova sotto l’arcata sinistra della Loggia della Signoria.

Benvenuto Cellini, artista fiorentino, iniziò a lavorare all’opera nell’agosto del 1545 e la sua realizzazione lo terrà occupato per circa nove anni, la statua gli fu commissionata da Cosimo I, dopo il suo insediamento come Duca della città.

Il lavoro iniziò con la preparazione di due modelli in cera e bronzo oggi conservati al Museo nazionale del Bargello di Firenze, pezzi unici anche questi e per alcuni studiosi considerati addirittura superiori alla statua definitiva. In quell’epoca le grandi sculture venivano sempre fuse a pezzi e poi assemblate, Cellini volle invece compiere quello che nessuno altro aveva tentato: la scultura, fatta eccezione per alcuni dettagli (la spada, le ali del calzari e dell’elmo, i fiotti di sangue che escono dal collo mozzato) fu fusa in un solo getto con circa 18 quintali di bronzo e la fusione, a parte un particolare della caviglia destra, riuscì perfettamente.

Perseo di Benvenuto Cellini. Loggia della Signoria o Loggia dei Lanzi, Piazza della Signoria, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini.

Perseo di Benvenuto Cellini. Loggia della Signoria o Loggia dei Lanzi, Piazza della Signoria, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini.

L'autoritratto del Cellini, Perseo di Benvenuto Cellini. Loggia della Signoria o Loggia dei Lanzi, Piazza della Signoria, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini,,

Il barbuto autoritratto di Benvenuto Cellini, sull’elmo della testa di Perseo, Perseo di Benvenuto Cellini. Loggia della Signoria o Loggia dei Lanzi, Piazza della Signoria, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini,,

La storia rocambolesca della fusione della statua è descritta dallo stesso Benvenuto Cellini nella sua autobiografia “La Vita”, in una splendida pagina della letteratura italiana. Il 27 aprile del 1554 la statua, fra lo stupore dei fiorentini, fu inaugurata e posta in Piazza della Signoria, sotto la Loggia dei Lanzi, accanto alla statua della “Giuditta” di Donatello e poco lontano del “David” di Michelangelo che, in quegli anni, si trovavano tutte in Piazza della Signoria (ora sono rispettivamente in Palazzo Vecchio e nella Galleria dell’Accademia).

La figura mitologica di Perseo proviene dalla mitologia greca, Perseo nacque dall’unione di Danae con Giove, il ragazzo fu in seguito raccolto insieme con la madre in una cesta alla deriva dal re Polidette, il quale, desiderando sposare Danae, inviò furbescamente Perseo a combattere Medusa, sperando nella morte del ragazzo.

Questi invece non solo vinse e decapitò Medusa, ma nel viaggio di ritorno liberò anche Andromeda da un orribile mostro e tornato a casa uccise il re Polidette. La statua raffigurante Perseo che sta in piedi sul corpo di Medusa, mostro con serpenti al posto dei capelli, appena decapitato doveva servire da monito ai nemici di Cosimo I, rappresenta infatti l’affermazione del Duca che da un “taglio” alle esperienze repubblicane, rappresentate da Medusa.

La statua è alta 5,19 m. (compreso il basamento), il basamento è di marmo, ed è fornito di nicchie nelle quali Cellini ha collocato le statue di bronzo di Mercurio, Minerva, Giove e Danae (i bronzetti sono copie di originali conservati oggi al Museo del Bargello). Il Cellini, riprodusse nella parte posteriore dell’elmo di Perseo il proprio barbuto autoritratto e sulla cinghia a tracolla, firmò l’opera con il proprio nome.

This post is also available in: Inglese Francese

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