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Federico Minghi il vignaiolo creativo e ambasciatore di Toscana
Federico Minghi il vignaiolo creativo e ambasciatore di Toscana

Federico Minghi: il vignaiolo creativo e ambasciatore di Toscana

Federico Minghi, definito dalla Rai vignaiolo creativo, oggi “ambasciatore di Toscana”, o meglio ancora della Tuscanitas, presta la sua penna per qualche domanda sulla regione, sul perché da sempre sia culla di leggende, segreti romantici, storie e passioni. In una breve e “felice” intervista.

– Qual è il vero motivo di venire a visitare la Toscana?
La Toscana è un luogo dell’anima, si viene per ritrovare se stessi, qui si sentono profumi e sapori veri, si conoscono persone di grandi passioni e valori e si ritrova una nuova energia, nuove motivazioni, quelle vere.

– Chi è il personaggio toscano che hai conosciuto che più ti ha impressionato?
Paola Barucci una ristoratrice “purosangue” sia la mamma che la sorella hanno deliziato da decenni i palati in uno dei più bei borghi del Chianti: Volpaia. Lei è la sentinella di Volpaia ha per tutti una parola, un sorriso e ti accoglie come se tu fossi a casa sua, ti fa sentire un Re e con grande spontaneità, prima ti accompagna nell’orto accanto al ristorante a prendere una cipolla per la ribollita e poi ti accompagna nei sapori più buoni della cucina toscana raccontandoti anche storie e leggende di cui solo lei è tenutaria!

– Qual è il tuo personaggio storico toscano preferito?
Leonardo da Vinci per l’ingegno, la ricerca continua, l’andare oltre e mi ci rivedo molto come stile.

Federico Minghi il vignaiolo creativo e ambasciatore di Toscana

Federico Minghi il vignaiolo creativo e ambasciatore di Toscana

– Raccontaci la leggenda toscana che ti ha incantato
Siccome sono un inseparabile dal mio sigaro toscano, che è una fumata di relax e riflessione, la leggenda più bella è quella di come è nato il sigaro toscano, ovvero dopo la piena dell’Arno a Firenze anche le foglie di tabacco si bagnarono e rifermentarono per il caldo e si accorsero con stupore che era un’ottima fumata. Da un problema nacque il sigaro toscano, dalle difficoltà nascono le opportunità.

– Il primo posto in Toscana dove porteresti la tua dolce metà
Al Castello di Monteriggioni è un castello dei sogni, un luogo romantico dove è facile sognare ad occhi aperti.

– Il primo posto che invece faresti conoscere a un bambino
Un pollaio, lo farei stare in una fattoria insieme agli animali e gli farei vivere la campagna. Oggi purtroppo molti bambini non sanno come nasce un uovo e non conoscono gli animali, come possono amarli?

– Su cosa dovrebbe puntare la Toscana nel futuro per mantenere la sua leadership?
Deve promuovere quel mix magico che la rende unica nel mondo: la storia, le bellezze artistiche e naturali, i suoi sapori, i suoi profumi e quello stile di vita che tutto il mondo ci invidia il “Tuscan Style!”

– Perchè sul tuo sito e con i tuoi ultimi video parli di felicità e chiedi a tutti di raccontarti un “ricordo felice”?
Da buon Toscano mi piace la battuta, lo scherzo ed in enogastronomia, il mio settore, che amo e dove lavoro da 20 anni, penso che la chiave di volta, il valore aggiunto, l’ingrediente segreto di ogni buona ricetta toscana sia proprio la felicità. Un mio grande amico, Giancarlo Giannelli, chef famosissimo che ci ha lasciato e con il quale ho condiviso un bel percorso di ricerca e conoscenza, in un suo libro di ricette toscane in fondo ad ogni ricetta scriveva… “un pizzico di felicità”. Questo è davvero l’ingrediente segreto per la buona riuscita di qualsiasi piatto toscano ma credo anche della vita.

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