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Bagni San Filippo, Castiglione d'Orcia. Author and Copyright Marco Ramerini
Bagni San Filippo, Castiglione d'Orcia. Author and Copyright Marco Ramerini

Bagni San Filippo: terme nella Val d’Orcia

Bagni San Filippo è un piccolo centro termale posto sulle pendici del Monte Amiata a 524 metri di altezza, nel comune di Castiglione d’Orcia, in provincia di Siena.

Il nome della località ricorda la presenza di San Filippo Benizi, priore dell’ordine fiorentino dei Servi di Maria, che nel XII secolo, secondo la tradizione, si rifugiò in questi luoghi, in un romitorio poco distante dalle sorgenti termali per sottrarsi all’elezione al soglio pontificio nel conclave di Viterbo (1268-1271).

FURONO SOPRATTUTTO I MEDICI A SVILUPPARE LE TERME

Le proprietà terapeutiche delle sue acque termali erano conosciute fin dall’antichità. Nel XIV secolo sono ricordate da Ugolino da Montecatini, ma i Bagni furono sviluppati in particolare dalla famiglia dei Medici. Lorenzo il Magnifico, vi si recò nel 1485. Poi Cosimo I de’ Medici, nel 1566, li fece ristrutturare, e il Granduca Ferdinando II, nel 1635, venne a Bagni San Filippo per curarsi il mal di testa. Machiavelli cita Bagni San Filippo nella sua opera la “Mandragola” del 1518.

Bagni San Filippo è un luogo suggestivo per i bianchi depositi calcarei formati dalle acque che formano cascate di acqua calda. Le acque, infatti, contengono in abbondanza carbonato di calcio che, solidificando, forma delle particolarissime concrezioni bianche. Questa proprietà di cementazione delle acque fu utilizzata da Leonardo De Vegni, verso la metà del Settecento, per realizzare oggetti d’arte, tramite una sua tecnica, detta “plastica dei tartari”.

Bagni San Filippo, Castiglione d'Orcia. Author and Copyright Marco Ramerini

Bagni San Filippo, Castiglione d’Orcia. Autore e Copyright Marco Ramerini

ACQUE TERMALI CON PROPRIETÀ TERAPEUTICHE

Le acque sono ipertermali e sgorgano a temperature variabili tra i 25°C e i 52°C, hanno caratterisitiche solfureo-solfate-calcio-magnesiache e risultano particolarmente efficaci nella cura delle malattie osteo-neuro-articolari. In particolare aiutano nella cura di sciatalgie, borsiti, artropatie croniche, neuriti. Ma curano anche osteoartrosi e reumatismo articolare subacuto e cronico primario, distrofie ossee. Ma curano anche postumi di traumi articolari, spondilite anchilosante, artrite psorisiaca, periartriti, tendiniti, rigidità muscolare, alcune patologie infiammatorie in fase non acuta. Le acque funzionano anche nella cura delle malattie dermatologiche come acne giovanile, eczemi, psoriasi, dermatite seborroica, pruriti.

Le acque possono curare anche la malattie dell’orecchio, naso e gola. Tra queste sono efficaci nella cura di sinusiti anteriori e posteriori croniche, riniti croniche aspecifiche, riniti paranasali croniche aspecifiche, rinoetmoiditi. Ma curano anche laringiti croniche, tracheiti e faringiti croniche, otiti catarrali croniche. Vengono utilizzate nella cura di malattie dei bronchi e dei polmoni come bronchiectasie, bronchiti croniche enfisematose non complicate. Ma curano anche bronchiti croniche, tracheo-bronchiti croniche, bronchiti asmatiformi, silicosi, asbestosi, pneumoconiosi.

IMPIANTI TERMALI MODERNI

Le Terme di Bagni San Filippo, con i loro moderni impianti, sono una destinazione ideale per una vacanza rilassante. Esse offrono balneoterapia, fangobalneoterapia, inalazioni, aerosol, aerosol ionizzato, aerosol sonico, docce nasali micronizzate. Lo stabilimento è attrezzato con un efficiente centro benessere dove si effettuano trattamenti estetici per il corpo (anticellulite) ed il viso (anti-age) con prodotti che utilizzano l’acqua ed i fanghi termali.

Tra i luoghi da visitare merita una visita il Fosso Bianco, nei pressi del paese. Qui scorrono le acque che creano, con i depositi calcarei lasciati dal loro passaggio, un paesaggio con rocce bianche.

Lungo la strada che da Campiglia conduce a Bagni San Filippo si trova la grotta di San Filippo, scavata in un solo grande blocco di travertino e divisa in due da un tramezzo. La tradizione vuole che qui si sia rifugiato San Filippo Benizi. All’interno della grotta sono custoditi un busto in gesso del Santo (XVIII secolo) ed un crocifisso in legno, custodito dentro un tabernacolo, che secondo la tradizione è stato scolpito da San Filippo. Nei giorni 22 e 23 agosto c’è un pellegrinaggio alla grotta, ora trasformata in cappella rupestre. Si accendono fuochi e si celebrano le funzioni liturgiche.

BIBLIOGRAFIA

  • AA. VV. “Toscana” Guide Rosse Touring Club Italiano, 2007

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Marco Ramerini

Ho pubblicato alcuni scritti sulla storia dell'esplorazione geografica e del colonialismo, in particolare sulle isole delle spezie, le Molucche. Ho ideato alcuni siti internet tra cui il sito www.colonialvoyage.com dedicato alla storia dell'esplorazione geografica e al colonialismo. Poi il sito www.borghiditoscana.net dedicato alla mia regione: la Toscana. Oltre che a molti altri siti di viaggi in diverse lingue. Viaggiatore, scrittore di guide turistiche online, scrivo di storia, fotografo e sono appassionato di astronomia.
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