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La chiesa del Borghetto a Tavarnelle Val di Pesa. Autore e Copyright Marco Ramerini
La splendida chiesa del Borghetto a Tavarnelle Val di Pesa. Autore e Copyright Marco Ramerini

I Pistelli: una famiglia di fabbri e orologiai di Tavarnelle Val di Pesa tra settecento e ottocento

Ricercato e scritto da Marco Ramerini

INDICE GENERALE

  1. IL BORGO DI TAVARNELLE E LE ATTIVITÀ ARTIGIANALI pag. 3
  2. I PISTELLI: FABBRI E OROLOGIAI pag. 3
  3. GLI OROLOGI COSTRUITI DAI PISTELLI pag. 4
  4. UN DOCUMENTO DELL’ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI MONTESPERTOLI: IL LEGATO PISTELLI CON I FRATI DEL BORGHETTO pag. 8
  5. L’AFFRANCAZIONE DEL LIVELLO pag. 11
  6. UN ABBOZZO DELLA GENEALOGIA DEI PISTELLI NEL SETTECENTO pag. 13

IL BORGO DI TAVARNELLE E LE ATTIVITÀ ARTIGIANALI

Il borgo di Tavarnelle alla fine del settecento era il centro più popoloso e quello che pagava più tasse della Podesteria di Barberino Val d’Elsa. La Stazione di Posta lungo l’attuale via Cassia era un punto di sosta molto frequentato da coloro che transitavano tra Firenze e Roma. Tavarnelle grazie alla sua attività di centro di passaggio e sosta lungo la Strada Regia Romana era ricco di attività.

Tra le varie attività artigianali e commerciali svolte dalla popolazione troviamo i legnaioli (falegnami), attività svolta dai Berti, ma anche carbonai, muratori, stradini, calzolai, segatori, mugnai, “fornacai” (cioè padroni di una fornace), fornai, barrocciai, fabbri, bottegai. Gaetano Rigani svolgeva il curioso mestiere di barullo, cioè venditore al minuto. Il macellaro del paese era Antonio Consortini, mentre il sarto era Francesco Paoli. Gaetano Bagnoli era il magnano, cioè era un artigiano che eseguiva minuti lavori in ferro, come chiavi, serrature, maniglie. Giovanni del Roda era la guardia del paese. Il chirurgo di Tavarnelle era Vincenzo Valecchi. Ovviamente molti erano anche i lavoratori agricoli nei poderi, i pigionali e i camporaioli, ma il paese rispetto agli altri centri della Podesteria di Barberino aveva una spiccata attività imprenditoriale e artigianale.

I PISTELLI: FABBRI E OROLOGIAI

L’attività artigianale più curiosa, che non ho ancora citato, era però quella svolta da Vincenzo Pistelli, egli era un orologiaio. Secondo quanto riferisce Don Franco, questa attività particolare sembra che fosse stata iniziata dal babbo di Vincenzo, Lorenzo Pistelli, nato il 9 ottobre 1724 a Santa Lucia al Borghetto.1 L’attività di costruzione di orologi non si fermò alle prime generazioni ma continuò fino alla seconda metà dell’ottocento. L’attività fu infatti continuata dal figlio di Vincenzo, Lorenzo, e poi proseguita fino alla seconda metà dell’ottocento. Sempre secondo le ricerche di Don Franco, l’ultimo membro della famiglia Pistelli a esercitare l’attività di orologiaio fu Ignazio Pistelli, morto nel 1877.2 Di una fabbrica di grandi orologi a Tavarnelle ne fa cenno anche il Repetti nel suo dizionario.3 I Pistelli quindi svolsero questo interessante mestiere per circa un centinaio di anni.

A Tavarnelle alla fine del settecento vivevono quattro famiglie Pistelli tutte imparentate tra loro. La prima famiglia, quella di Vincenzo Pistelli, “oriolaio” o “orologaio”, era formata da un totale di 4 membri. Con lui vivevano la sorella Rosa e i figli Lorenzo e Nunziata, nei documenti che ho visionato non risulta presente la moglie di Vincenzo, evidentemente Vincenzo era vedovo già a quell’epoca. Vincenzo aveva anche un fratello, Pier Giovanni, che si era fatto prete.

C’era poi la famiglia di Pietro Pistelli, fabbro, con lui vivevano la moglie Rosa e tre figli (Michele, Giuseppe e Lessandra). La famiglia Pistelli più numerosa era quella di Antonio Pistelli, anche lui fabbro. Antonio viveva con la madre Dianora, la moglie Teresa e due figli (Giuseppe e Francesco). Assieme a loro vivevano il fratello Giovacchino con la moglie Barbera, e due figlie (Maddalena e Maria). C’era infine Gaetano Pistelli, anche lui fabbro (ma in alcuni documenti viene indicato come pigionale).4 Sono i membri di queste famiglie che sono citati in un documento che ho visionato nell’Archivio Storico Comunale di Montespertoli e del quale scriverò nella seconda parte di questa ricerca.

Uno scorcio di Tavarnelle Val di Pesa. Autore e Copyright Marco Ramerini
Uno scorcio di Tavarnelle Val di Pesa. Autore e Copyright Marco Ramerini

GLI OROLOGI COSTRUITI DAI PISTELLI

Le informazioni più dettagliate sugli orologi e gli altri meccanismi di precisione costruiti dalla famiglia Pistelli ci sono fornite da Luigi Biadi che nei suoi scritti cita alcuni degli orologi che i membri di questa famiglia avevano costruito.

Nel 1807, Vincenzo Pistelli di Tavarnelle, costruiva l’orologio della torre campanaria della cattedrale di Colle Val d’Elsa. Ci dà questa informazione Luigi Biadi nella sua “Storia della citta di Colle in Val d’Elsa”. L’orologio è di forma quadrata ed ha le seguenti misure: alto 2 braccia e largo un braccio (cioè alto circa 116 cm e largo 56 cm). Questo orologio viene considerato dal Biadi come “uno dei più perfetti lavori” fatti da Vincenzo Pistelli.5

Il Biadi ci informa anche di altri due lavori effettuati da membri della famiglia Pistelli. Il primo lavoro fu opera del figlio di Vincenzo, Lorenzo, e riguarda l’orologio dello Spedale di Colle. Il Biadi indica che Lorenzo fece molte opere in tutta la Toscana, ma purtroppo cita in dettaglio solo questa fatta allo Spedale di Colle. Mentre il figlio di Lorenzo, Luigi Pistelli, costruì il “grandioso orologio dell’Abbazia di Passignano”.6

Ho trovato, poi, altre informazioni sull’attività svolta negli ultimi anni dai membri di questa famiglia. Nel “Rapporto della pubblica esposizione dei prodotti di arte e manifatture toscane eseguita in Firenze nel settembre 1844” nella sezione orologeria vengono nominati Lorenzo Pistelli e figlio di Tavarnelle. In questa occasione i Pistelli presentano un orologio da torre “in cui è stato osservato una certa proporzione nelle parti che lo compongono”. Ma da quanto sembra non vengono premiati con alcuna medaglia.7

Altre informazioni sull’attività dei Pistelli si trovano negli atti ufficiali dell’Esposizione Italiana del 1861 e anche nel Catalogo Ufficiale dell’Esposizione Italiana del 1861, qui viene citato il nostro Luigi Pistelli. Il suo nome compare in ben tre sezioni. Nella sezione orologeria “Orologio a pendolo da caricarsi ogni 15 giorni e volendo ogni mese” di Luigi Pistelli, Tavarnelle Val di Pesa (Barberino di Val d’Elsa).8 Nella sezione strumenti musicali appare ancora Luigi Pistelli con “Quartino in Mi bemolle”, cioè uno strumento a fiato simile al clarinetto, ma di dimensioni più piccole.9 Mentre tra gli oggetti di toiletta o di fantasia c’è un “Fuma sigari di Pakfong, di nuova invenzione” di Luigi Pistelli, Barberino di Val d’Elsa. Si tratta di un oggetto fatto con una lega di rame-zinco-nickel, questa lega era anche conosciuta con i nomi di alpacca, argentone o argento tedesco.10 Quindi da quanto trovato sembra che l’attività si sia allargata, o meglio differenziata, ad oggetti molto diversi tra loro, oltre agli orologi venivano prodotti fuma sigari e strumenti musicali. Probabilmente con i soli orologi era difficile riuscire a lavorare, la concorrenza evidentemente era aumentata, ne è prova quanto accaduto a Certaldo, e che descriverò qui sotto.

Altre informazioni sui lavori dei Pistelli si possono ricavare in un articolo della Miscellanea Storica della Valdelsa e in un documento presente all’Archivio Storico Comunale di Certaldo. Tra il 1868 e il 1869 Luigi Pistelli fece un preventivo per la costruzione dell’orologio del nuovo palazzo municipale di Certaldo, ma l’appalto per la costruzione dell’orologio fu vinto da Lorenzo Bagnoli di Poggibonsi. In un documento presente nell’Archivio Storico Comunale di Certaldo, datato Tavarnelle Val di Pesa 16 maggio 1869, Luigi Pistelli presenta l’orologio che avrebbe voluto costruire per il Palazzo Comunale di Certaldo. L’orologio del Pistelli avrebbe dovuto essere largo 81 centimetri e alto 60 centimetri, con le ruote a tutto ottone, la batteria a 12 colpi con la sua replica. Il Pistelli nel documento si mostra molto sicuro del suo lavoro e invita il sindaco di Certaldo a fare “una gita sino a Passignano” per osservare l’orologio che egli ha costruito ormai da 12 anni “senza che una volta sia andato fallito”. Il Pistelli nel documento si firma “Luigi Pistelli meccanico orologiero”.11 Da questo documento è possibile datare al 1857 la costruzione dell’orologio della Badia a Passignano.

Come riportato in un articolo della Nazione del 21 aprile 2016, all’interno di un palazzo di Tavarnelle c’è ancora quanto resta dell’antica bottega dei Pistelli. Si tratta di due iscrizioni veramente interessanti con disegnati i meccanismi dei pendoli. Uno di questi disegni riporta la data 1866. Probabilmente questi disegni a parete venivano utilizzati dai Pistelli per regolare i meccanismi degli orologi. Un angolo di Tavarnelle nascosta davvero molto interessante.

La torre della Cattedrale di Colle Val d'Elsa. Autore e Copyright Marco Ramerini
La torre della Cattedrale di Colle Val d’Elsa. Autore e Copyright Marco Ramerini

UN DOCUMENTO DELL’ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI MONTESPERTOLI: IL LEGATO PISTELLI CON I FRATI DEL BORGHETTO

Nell’Archivio Storico Comunale di Montespertoli ho trovato un interessante documento che parla della famiglia Pistelli. Si tratta di un “Legato” che riporta la data iniziale del 7 gennaio 1704.12

Con questo documento i Padri del Convento di San Francesco dei Minori Conventuali di Barberino di Val d’Elsa in luogo detto il Borghetto “concedono a livello” e in “emphiteosim”13 da rinnovarsi di 29 anni in 29 a Lorenzo di Giovanni Pistelli dalle Tavernelle e ai suoi figli discendenti maschi legittimi, e naturali, per linea retta legittima, e naturale, e masculina “fino in terzo grado condicente”. La concessione riguarda un “pezzo di terra soda e spogliata di staia due e mezzo in circa” nel luogo detto “il Campo a Cinelli”, posta nel popolo di San Pietro in Bossolo.

Interessante anche la descrizione dei confini di questo pezzo di terra che ci indicano i nomi di alcuni possidenti della zona. Il campo confina “a primo con il signore Antonio Lessandro Taddei, secondo con gli eredi di Giovan Batista Romiti, terzo il borro, quarto detti eredi Romiti, salvo altri”.

La concessione livellaria in questo caso viene stabilita per canone, e pensione “di lire quattro l’anno moneta fiorentina” da pagarsi “in fine di qualsivoglia anno al detto Conduttore per tutto il dì 15 agosto”. Ciò a patto che il Convento del Borghetto sia sempre “libero da ogni spesa”. Infine ogni 29 anni il Conduttore e i Congregati dovranno fare une “recognizione cui pagare una libbra di cera alla veneziana oppure la valuta di essa”. L’atto è rogato dal notaio Francesco Lorenzo di Andrea Razzi.14

In un altro documento simile, sempre datato 1704, sono anche riportati i nomi dei frati che componevano il convento del Borghetto, sono nominati: il molto reverendo padre Giuseppe Maria Tornabuoni guardiano, il padre (sacigliere?) Buena Ventura Banchi, il padre Guglielmo Arrighi e il padre Ant. Girolamo Landini “tutti della famiglia del Convento di San Francesco de Minori Conventuali di Barberino di Val d’Elsa detto il Borghetto”. Nel documento si cita anche il reverendo padre maestro Giovanni Francesco Narducci provinciale e commissario “di questa provincia di Toscana”.15

Il 31 luglio 1824, i Pistelli richiedono alla Comunità di Montespertoli di procedere alla “recognizione”, in pratica l’accertamento e il rinnovo del contratto che doveva essere fatto ogni 29 anni. Questa richiesta avviene a seguito della soppressione dei Conventi della Toscana e all’incorporo dei loro beni nel Demanio Nazionale avvenuto nel 1809. Si viene a sapere che il Tesoro Pubblico nel 1810 aveva ceduto alla Comunità di Montespertoli, in conguaglio dei suoi crediti, anche il livello con tutti i suoi diritti che erano appartenuti al Convento del Borghetto. Nel documento sono elencati gli eredi della famiglia Pistelli di Tavarnelle: Vincenzo e Don Pier Giovanni del fu Lorenzo Pistelli; Michele e Giuseppe del fu Pietro Pistelli; Pietro del fu Gaetano Pistelli; e Antonio e Giovacchino del fu Francesco Pistelli. Per eseguire la “recognizione” si presenta Vincenzo del fu Lorenzo Pistelli, di professione orologiaio domiciliato a Tavarnelle, egli si presenta anche in vece di suo fratello, il prete Pier Giovanni Pistelli che è assente. Oltre a Vincenzo sono presenti Antonio del fu Francesco Pistelli di professione maniscalco, anche lui domiciliato a Tavarnelle (in vece anche di suo fratello Giovacchino che è assente). Michele del fu Pietro Pistelli di professione fabbro, anche lui domiciliato a Tavarnelle (in vece anche di suo fratello Giuseppe che è assente). E infine Pietro del fu Gaetano Pistelli di professione calzolaio, anche lui domiciliato a Tavarnelle.16

Un altra parte interessante del documento è quella dove viene riportata l’attuale (1824) condizione del terreno, che è molto cambiata dalla situazione del 1704 quando era “pezzo di terra soda e spogliata” adesso si tratta di “un pezzo di terra lavorativa, vitata, pioppata e fruttata di staia 3 circa denominato Campo a Cinelli”, il terreno adesso fa parte del popolo di Santa Lucia al Borghetto, parrocchia nata dalla soppressione del convento. Anche i proprietari confinanti sono cambiati, adesso confina a levante la Cappella di Sant’Anna di Tavarnelle, a mezzogiorno Vincenzo e il fratello prete Pier Giovanni Pistelli, poi a ponente il borratello detto del Virginio, a settentrione ancora terreni dei detti Pistelli. Il pagamento del canone è pattuito sempre di lire 4. A rappresentare la Comunità di Montespertoli è il signor Giovacchino del fu Gaetano Benassai, possidente domiciliato a Lucardo, che era all’epoca il Primo Priore della Comunità di Montespertoli. Come testimoni dell’atto, fatto a San Casciano, sono chiamati Bernardo di Benedetto Guarducci, di professione sellaio, e Luigi di Francesco Nidi, di professione donzello, entrambi di San Casciano.17

A questa documentazione segue il documento della Nota di Credito Ipotecario in favore della Comunità di Montespertoli relativa al terreno livellare dei Pistelli.

La cappella di Sant'Anna a Tavarnelle.. Autore e Copyright Marco Ramerini
La cappella di Sant’Anna a Tavarnelle.. Autore e Copyright Marco Ramerini

L’AFFRANCAZIONE DEL LIVELLO

In un altro inserto dello stesso faldone si trovano i documenti che portano alla conclusione e all’affrancazione18 del “Livello Pistelli”. L’iniziativa viene presa dalla famiglia Pistelli, nelle vesti, del nostro orologiaio, Vincenzo Pistelli (che generalmente si firma Vincenzio), che nel 1829 e poi nel marzo 1830 scrive due lettere al sig. Giuseppe Salvetti, cancelliere a San Casciano. Nella prima lettera il Pistelli presenta la nota di supplica per il Magistrato della Comunità di Montespertoli. Nella supplica, datata 14 novembre 1829, Vincenzo descrive la storia del terreno con il passaggio delle competanze dai Padri del Borghetto alla Comunità di Montespertoli e si appella alla Legge Sovrana per affrancare il terreno dal canone. Nel documento in data 16 dicembre 1829 viene apposto il prezzo di affrancazione in lire 124.16.8.

Nella seconda lettera viene citato anche il nome di Giuseppe Zobi, Gonfaloniere di Barberino. In questo documento Vincenzo Pistelli illustra i miglioramenti che i Pistelli avevano fatto nel corso degli anni al terreno dei Padri del Borghetto, che “era sodaccio” e furono spesi molti denari per le coltivazioni. Vincenzo propone per la stima del valore del terreno il nome di Francesco Pacciani. Francesco Pacciani è presente nel Censimento del 1841 nel Popolo di San Piero in Bossolo, nel censimento risulta come ingegnere in pensione (72 anni), proprietario di fondi rustici, che vive a Poggio alle Lame con la moglie Maria Anna (59 anni), e la serva analfabeta Maria Calosi (31 anni).19

Nel 1831 viene presentato un altro documento che illustra le spese sostenute dai Pistelli tra il 1824 e il 1831 per il terreno, tali spese ammontano ad un totale di 32 lire.

L’Atto di Affrancazione del Livello è datato 8 febbraio 1832. Alla stipula dell’atto è presente il Cancelliere del Comune di San Casciano Giovacchino di Filippo Grassi in rappresentanza della Comunità di Montespertoli, mentre della famiglia Pistelli sono presenti i nomi di Vincenzo del fu Lorenzo Pistelli, di professione orologiaio, Giovacchino del fu Francesco Pistelli, Michele del fu Pietro Pistelli, Angelo di Antonio Pistelli, fabbro in Tavarnelle, per il vivendo genitore Antonio, e infine da Pietro del fu Gaetano Pistelli, Calzolaio in Tavarnelle.20

L’ultimo documento presente, anch’esso datato 8 febbraio 1832, è la ricevuta della Comunità di Montespertoli del pagamento effettuato dai Pistelli della somma di lire 125.3.2 per l’affrancamento del terreno.

Orologio a Tavarnelle. Autore e Copyright Marco Ramerini
Un Orologio nel centro di Tavarnelle. Autore e Copyright Marco Ramerini

UN ABBOZZO DELLA GENEALOGIA DEI PISTELLI NEL SETTECENTO

Nel documento consultato all’Archivio Storico Comunale di Montespertoli sono riportate anche alcune fedi di morte dei membri della famiglia Pistelli.21 Tali documenti sono molto utili per ricostruire la storia della famiglia. Ci sono anche alcuni documenti interessanti all’Archivio Storico Comunale di Barberino Val d’Elsa che permettono di integrare le informazioni riportate dalle fedi di morte per provare a ricostruire un piccolo albero genealogico della famiglia Pistelli a Tavarnelle. Sarebbe interessante integrare tali informazioni con quanto conservato nei registri dell’archivio della chiesa del Borghetto e di San Pietro in Bossolo.

C’è da notare che nei documenti più antichi che ho trovato spesso il cognome viene scritto come “Pestelli”. Ad esempio nel Dazzaiolo della Tassa del macinato del 1685 e poi per gran parte del settecento.22 Nel Dazzaiolo della Tassa del macinato del 1682, per adesso il più lontano nel tempo che ho trovato, nel popolo di San Piero in Bossolo viene riportato il nome di Lorenzo Pistelli (Pestelli). Purtroppo in questo documento oltre al nome e alle tasse pagate non viene riportata altra informazione utile.23

La fede di morte più antica che è presente nel documento di Montespertoli è proprio quella di Lorenzo di Giovanni Pistelli: Il 5 gennaio 1719, all’età di 86 anni, moriva Lorenzo di Giovanni Pistelli, fu sepolto nella chiesa dei Padri del Borghetto il 6 gennaio 1719, “dov’è sepoltuario”. Quindi Lorenzo dovrebbe essere nato attorno al 1633. Nel Dazzaiolo del Dazio che riguarda gli anni 1706, 1707 e 1709 il mestiere di Lorenzo Pestelli viene indicato come legnaiolo.24 Lorenzo Pistelli, legnaiolo, nel Dazzaiolo delle Collette per il passaggio della truppa 1708-09, risulta proprietario di un cavallo.25 In un documento di ripartizione delle tassa ordinaria del 1711-1712 viene tassato Lorenzo Pistelli, legnaiolo, e il suo cavallo.26

Nel Dazzaiolo per il Dazio di Decima e Teste del 1722-1724 compaiono tre famiglie Pistelli (anche in questo registro è scritto Pestelli), quelle di Pier Giovanni, di Antonio e di Giuseppe. Nel 1722 sono indicati Pier Giovanni che svolge il mestiere di fabbro, mentre per quanto riguarda Antonio il mestiere non è indicato. Anche per l’anno 1724 compare Pier Giovanni Pistelli (ancora scritto Pestelli), fabbro, ma non c’è più Antonio e al suo posto è indicato Giuseppe di Lorenzo Pistelli (scritto Pestelli), legnaiolo.27 Un altro documento del 1724 ci conferma che anche Pier Giovanni era figlio di Lorenzo Pistelli: “Pier Giovanni di Lorenzo Pistelli, fabbro”.28

Solo Pier Giovanni, fabbro, viene indicato tra i possessori di animali, egli infatti risulta possessore di un cavallo “a basto”29 nel Dazzaiolo della tassa delle bestie del pié tondo del 1743.30

Attorno al 1750 troviamo ancora le stesse tre famiglie Pistelli: Pier Giovanni Pistelli (Pestelli), fabbro, Antonio di Lorenzo Pistelli (Pestelli), fabbro, e Giuseppe di Lorenzo Pistelli (Pestelli), legnaiolo.31 Del fabbro Pier Giovanni conosciamo anche la causa della morte, che viene riportata nella sua fede di morte: Il 19 gennaio 1753, all’età di 76 anni in circa, moriva “sorpreso da un accidente apopletico”32 Pier Gio. Pistelli, fu sepolto nella chiesa dei Padri di San Francesco al Borghetto ove è il sepolcro di tal famiglia. Quindi evidentemente a quell’epoca i Pistelli, e probabilmente anche altre famiglie benestanti di Tavarnelle avevano tombe di famiglia nella chiesa del Borghetto.

Anche degli altri due capi famiglia di questo periodo, Antonio e Giuseppe, ho trovato nel documento di Montespertoli le fedi di morte. Il 15 gennaio 1764, all’età di 73 anni in circa, moriva Antonio Pistelli, fu sepolto nella chiesa di San Francesco al Borghetto ove è il sepolcro di tal famiglia. Il 12 febbraio 1771, all’età di 84 anni, moriva Giuseppe Pistelli, fu sepolto nella chiesa di San Francesco al Borghetto ove è il sepolcro di tal famiglia.

Anche le morti di due figli di Giuseppe sono riportate nel documento di Montespertoli, si tratta di Francesco e Lorenzo. Il 26 novembre 1779, all’età di 65 anni in circa, moriva Francesco del fu Giuseppe Pistelli fu sepolto nella chiesa di San Francesco al Borghetto nella tomba della sua famiglia. Il 25 marzo 1780, all’età di 53 anni in circa, moriva Lorenzo del fu Giuseppe Pistelli, fu sepolto nella chiesa di San Francesco al Borghetto nella tomba della sua famiglia.

Nel documento di Montespertoli si trovano anche le fedi di morte di altri quattro membri della famiglia: Vincenzio: Il 9 giugno 1763, all’età di 83 anni, moriva Vincenzio Pistelli, fu sepolto nella chiesa di San Francesco al Borghetto ove è il sepolcro di tal famiglia. Francesco: Il 15 settembre 1767, all’età di 37 anni in circa, moriva Francesco Pistelli, fu sepolto nella chiesa dei Padri di San Francesco al Borghetto ove è il sepolcro di tal famiglia. E infine Pietro e Gaetano: Il 14 giugno 1801, moriva Pietro Pistelli. Il 29 ottobre 1808, moriva Gaetano Pistelli.

Nella Descrizione di tutte le famiglie per i dazzaioli di Tassa di Macine del 1777 compaiono ancora 3 famiglie Pistelli a Tavarnelle. In questo registro il cognome è scritto Pistelli, credo che sia uno dei primi dove compare il cognome in questa grafia. In questo documento troviamo la descrizione delle famiglie Pistelli al completo compreso mestiere ed età (da considerare che le età riportate in questi documenti raramente sono precise), infatti è praticamente la copia dello Stato d’Anime di quell’anno. Gli Stati d’Anime sono documenti molto interessanti, che erano tenuti annualmente dai parroci che li utlizzavano per vari scopi, tra cui quello di annotare chi era battezzato e cresimato, ma poi, se fatti bene, erano dei veri e propri censimenti della popolazione. Questo documento veniva solitamente utilizzato anche dagli esatori del Granducato come base per la compilazione dei registri delle tasse e quindi talvolta si possono trovare riportati in questi registri.33

Nel 1777 troviamo il capo famiglia Francesco Pistelli, “fabbro in Tavernelle e possessore” (63 anni) con la moglie Dianora (50 anni), il figlio Antonio (22 anni), la figlia Stella (18 anni) e il figlio Giovacchino (16 anni).34

Un altro capo famiglia è Lorenzo del fu Giuseppe Pistelli “oriolaio in Tavarnelle”, 52 anni, questo per adesso è il primo documento (ma ce ne sono molti altri da studiare) che ho trovato in cui un membro della famiglia Pistelli viene definito orologiaio, quindi ciò conferma quanto trovato da Don Franco e cioè che Lorenzo fu colui che iniziò l’attività di orologiaio. Lorenzo era sposato con Nicchola (46 anni), in quest’anno, la coppia aveva quattro figli: Vincenzio (19 anni), Caterina (17 anni), Giovanni (14 anni) e Rosa (12 anni).35

La terza famiglia Pistelli riportata nei registri è quella di Pietro del fu Antonio Pistelli, “fabbro in Tavernelle” di 46 anni, con lui vivono la moglie Maria Rosa (32 anni), la figlia36 Gaetana (30 anni), la nipote Rosa (18 anni), il nipote Gaetano (17 anni), ci sono poi i figli della coppia: Maria (9 anni), Gesualda (7 anni) e Michele (2 anni).37

NOTE

1Informazione di Don Franco del Grosso, parroco del Borghetto. Nei documenti che ho consultato ho trovato conferma di questa cosa.

2Informazione di Don Franco del Grosso, parroco del Borghetto.

3Repetti “Dizionario geografico fisico storico della Toscana, contenente la descrizione di tutti i luoghi del granducato, ducato di Lucca, Garfagnana e Lunigiana” Volume 1, 1833, pag. 267

4Archivio Storico di Barberino: 146 Descrizione di tutte le famiglie compilate dai messi per la formazione dei dazzaioli di Tassa di Macine dal primo Gennaio 1790 a tutto Dicembre 1796

5Luigi Biadi nella sua “Storia della citta di Colle in Val d’Elsa” 1859, pag. 350

6Luigi Biadi nella sua “Storia della citta di Colle in Val d’Elsa” 1859, pag. 350

7“Rapporto della pubblica esposizione dei prodotti di arte e manifatture toscane eseguita in Firenze nel settembre 1844” pag. 36

8“Atti officiali della Esposizione italiana agraria, industriale e artistica che avrà luogo in Firenze nel 1861 sotto la presidenza onoraria di S.A.R. il principe Eugenio di Savoia Carignano” pag. 118

9“Atti officiali della Esposizione italiana agraria, industriale e artistica che avrà luogo in Firenze nel 1861 sotto la presidenza onoraria di S.A.R. il principe Eugenio di Savoia Carignano” pag. 122

10“Atti officiali della Esposizione italiana agraria, industriale e artistica che avrà luogo in Firenze nel 1861 sotto la presidenza onoraria di S.A.R. il principe Eugenio di Savoia Carignano” pag. 183

11Miscellanea Storica della Valdelsa, Anno CVII n°1-2 (288-289) Gennaio-Agosto 2001: Renzo Giorgetti “Storia di due orologi pubblici di Certaldo” pag. 140, 144

12Archivio Storico Comunale di Montespertoli: 295 Filza di giustificazione del campione di livelli (Parte relativa al Borghetto – Tavarnelle)

13Enfiteusi: Diritto reale su un fondo altrui, in base al quale il titolare ( enfiteuta ) gode del dominio utile sul fondo stesso, obbligandosi però a migliorarlo e pagando al proprietario un canone annuo in danaro ovvero in derrate.

14Nel documento del 1824 viene però indicato come notaro dell’atto del 1704 il nome di Francesco Lorenzo Rocchi.

15Archivio Storico Comunale di Montespertoli: 295 Filza di giustificazione del campione di livelli (Parte relativa al Borghetto – Tavarnelle)

16Archivio Storico Comunale di Montespertoli: 295 Filza di giustificazione del campione di livelli (Parte relativa al Borghetto – Tavarnelle)

17Archivio Storico Comunale di Montespertoli: 295 Filza di giustificazione del campione di livelli (Parte relativa al Borghetto – Tavarnelle)

18L’affrancazione di livello consente di arrivare alla conclusione di un contratto “enfiteutico” gravante su un determinato immobile, attraverso il pagamento di un importo detto “affrancazione”: questo permetterà al proprietario c.d. “livellario” di divenire pieno proprietario dell’immobile stesso.

19Archivio di Stato di Firenze: Censimento del Granducato di Toscana, 1841, Popolo di San Piero in Bossolo

20Archivio Storico Comunale di Montespertoli: 295 Filza di giustificazione del campione di livelli (Parte relativa al Borghetto – Tavarnelle)

21Archivio Storico Comunale di Montespertoli: 295 Filza di giustificazione del campione di livelli (Parte relativa al Borghetto – Tavarnelle)

22Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 153 (2) Dazzaiolo della Tassa del macinato, 1685-1707

23Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 152 (1) Dazzaiolo della Tassa del macinato 1682-1683

24Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 257 (1) Dazzaiolo del Dazio 1706-1707 e 1709

25Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 375 Dazzaiolo delle Collette per il passaggio della truppa 1708-09, Tassa della Colletta ordinaria di S. Casciano, Montespertoli e Barberino. 1708-1745

26Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 374 Entrate, collette e tassa del mezzo per cento (per le spese fatte per mal contagioso 1722) 1703-1723

27Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 259 Dazzaiolo per il Dazio di Decima e Teste, 1722-1724

28Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 374 Entrate, collette e tassa del mezzo per cento (per le spese fatte per mal contagioso 1722) 1703-1723

29Il “basto” è una sella di legno, che si mette sul dorso delle bestie da soma per il trasporto di ceste, bigonci o altro carico.

30Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 377 (1) Dazzaioli della tassa delle bestie del pié tondo. Conserva anche il Rischontro delle bestie del pié tondo 1740-1741 della Podesteria di Montespertoli. 1729-1745

31Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 173 (19) Dazzaiolo della Tassa del macinato 1747-1748; 1750-1751

32Pier Giovanni morì a causa di un ictus.

33Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 144 (82, 3, 2.3), Barberino di Valdelsa. Descrizione di tutte le famiglie per i dazzaioli di Tassa di Macine dal primo Gennaio 1778 a tutto Dicembre 1782

34Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 144 (82, 3, 2.3), Barberino di Valdelsa. Descrizione di tutte le famiglie per i dazzaioli di Tassa di Macine dal primo Gennaio 1778 a tutto Dicembre 1782

35Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 144 (82, 3, 2.3), Barberino di Valdelsa. Descrizione di tutte le famiglie per i dazzaioli di Tassa di Macine dal primo Gennaio 1778 a tutto Dicembre 1782

36Chiaramente un errore vista l’età, probabilmente anche lei è una nipote.

37Archivio Storico Comunale di Baberino Val d’Elsa: 144 (82, 3, 2.3), Barberino di Valdelsa. Descrizione di tutte le famiglie per i dazzaioli di Tassa di Macine dal primo Gennaio 1778 a tutto Dicembre 1782

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Mongolfiera nel Chianti. Autore e Copyright Marco Ramerini

31 luglio 1876, un giorno di festa finito in tragedia: La Mongolfiera in Piazza Vecchia a Tavarnelle

Scritto e ricercato da Marco Ramerini 31 luglio 1876, in una splendida giornata d’estate nel ...