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Il soffitto del Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini
Il soffitto del Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini

Il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, Firenze

Il Salone dei Cinquecento fu costruito nel 1495, durante il periodo di restaurazione della Repubblica Fiorentina (dopo l’espulsione di Piero de’ Medici del 1494), da Simone del Pollaiuolo detto “il Cronaca” (1457-1508) assistito da Francesco di Domenico e da Antonio da Sangallo.

L’enorme Salone fu edificato per volere di Frà Girolamo Savonarola, al suo interno dovevano essere ospitati i rappresentanti del Consiglio Maggiore (formato da 500 membri), che era l’organo di governo della città e che era composto da tutti i cittadini maschi che avevano compiuto 29 anni, pagavano le tasse e appartenevano a famiglie che avessero rivestito cariche pubbliche nelle ultime tre generazioni.

La realizzazione del Salone fu terminata nel febbraio del 1496. Successivamente, sotto il governo di Pier Soderini, tra il 1503 e il 1504, la Repubblica Fiorentina sentì l’esigenza di celebrare le proprie vittorie militari attraverso la realizzazione di due immensi affreschi che avrebbero dovuto decorare le pareti del Salone.

Si decise di dare l’incarico a Michelangelo Buonarroti a cui fu affidata la realizzazione della Battaglia di Cascina (battaglia vinta dall’esercito fiorentino contro Pisa nel 1364) e a Leonardo da Vinci a cui fu affidata la scena della Battaglia di Anghiari (importante vittoria di Firenze sulle truppe milanesi nel 1440).

Il Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini.

Il Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze, Italia. Author and Copyright Marco Ramerini.

Nessuno dei due geni del rinascimento portò a termine il lavoro, Michelangelo realizzò soltanto un cartone preparatorio della sua opera, Leonardo invece dipinse la scena centrale del suo immenso affresco nella parete est del Salone, la sua opera sembra che sia andata perduta, anche se recenti studi fanno supporre che esista un intercapedine fra l’attuale affresco del Vasari e la vecchia parete, cosa che fa sperare che il Vasari, da persona intelligente qual era, non abbia distrutto l’affresco, ma abbia preferito nasconderlo per conservarlo.

Sarà il Vasari, infatti, nel 1563 a realizzare l’attuale decorazione pittorica, e qui il Vasari ci ha lasciato un altra speranza, ha infatti scritto su una bandiera del suo affresco di questa parete la frase “Cerca Trova”, che niente ha a che vedere con la scena da lui dipinta, ma che dice molto se pensiamo al dipinto scomparso di Leonardo.

Il salone è imponente, misura 52 metri per 23 metri. Le scene delle battaglie dipinte dal Vasari rappresentano: la conquista di Siena, la presa di Porto Ercole, la vittoria di Cosimo I a Marciano della Chiana, la sconfitta dei pisani a San Vincenzo, l’attacco a Livorno di Massimiliano d’Austria e Pisa attaccata dalle truppe fiorentine. Il soffitto invece rappresenta in 39 pannelli gli episodi più importanti della vita di Cosimo I, i quartieri della città e al centro la scena della nomina a Granduca di Toscana. Ai lati delle pareti del salone sono poste sei statue tra cui il Genio della Vittoria di Michelangelo, scultura eseguita dall’artista tra il 1533 e il 1534 per la tomba del Papa Giulio II.

La visita prosegue nello Studiolo di Francesco I de’ Medici.

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