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Diaccia Botrona, Castiglione della Pescaia. Author and Copyright Marco Ramerini
Diaccia Botrona, Castiglione della Pescaia. Author and Copyright Marco Ramerini

Palude della Diaccia Botrona: una tra le più importanti aree umide italiane

La Diaccia Botrona è raggiungibile da Castiglione della Pescaia. Qui, proveniendo da Marina di Grosseto, appena prima del Ponte Giorgini, si gira a destra seguendo le indicazioni per la Casa Ximenes o Casa Rossa. Un altro ingresso all’area è dalla Provinciale Castiglionese, in direzione di Grosseto, fino ai Ponti di Badia, dove si gira a destra per l’isola Clodia. Qui si entra nella Riserva attraverso un viottolo sul lato sinistro della strada.

La Riserva naturale della Diaccia Botrona si estende su oltre mille ettari di territorio ed è tra le più significative aree umide italiane. Della riserva fanno parte sia la zona paludosa che il tombolo costiero e la pineta retrodunale. Consiste in un vasto ambiente palustre, con una profondità media di 30-40 cm, che comunica indirettamente con il mare tramite canalizzazione. Costituisce un lembo residuo del lago di Prile, trasformatasi in palude con il progressivo chiudersi del tombolo che la separava dal mare e successivamente bonificata. La Diaccia Botrona possiede un raro ecosistema, che ospita un’incredibile varietà di esseri viventi, sia vegetali che animali.

La Casa Rossa, Castiglione della Pescaia. Author and Copyright Marco Ramerini

La Casa Rossa, Castiglione della Pescaia. Author and Copyright Marco Ramerini

L’avifauna rappresenta la componente più interessante della riserva. Sono, infatti, circa 200 le specie rilevate che si avvicendano nell’arco dell’anno, di cui circa 80 nidificanti. Tra le più importanti il falco di palude, l’albanella reale, l’airone bianco, il falco pescatore, il nibbio, il falco pecchiaiolo, il chiurlottello, la garzetta, la sgarza ciuffetto, la pittima reale, l’airone rosso, il tarabuso, la ghiandaia marina e il cuculo dal ciuffo.

LA CASA ROSSA

La Casa Rossa è situata nelle vicinanze di Castiglione della Pescaia. Qui, proveniendo da Marina di Grosseto, appena prima del Ponte Giorgini, si gira a destra seguendo le indicazioni per la Casa Ximenes o Casa Rossa che si raggiunge dopo poche centinaia di metri. La Casa Rossa fu fatta costruire da Pietro Leopoldo I di Lorena nel 1765, nel piano di interventi di bonifica diretti dall’ingegnere, gesuita, astronomo e idraulico Leonardo Ximenes. Egli fece costruire un canale (il Canale Reale o Maestro) sulla cui foce fece innalzare un edificio, la Casa Rossa, con cateratte per regolare il deflusso delle acque.

Isola Clodia, Ponti di Badia, Castiglione della Pescaia. Author and Copyright Marco Ramerini

Isola Clodia, Ponti di Badia, Castiglione della Pescaia. Author and Copyright Marco Ramerini

L’edificio fu innalzato tra il 1765 e il 1767 è sorretto da tre arcate dove venivano calate le cateratte sul canale, il complesso rappresenta un edificio-ponte che serviva per regolare il deflusso delle acque dalla palude verso il mare. L’edificio magistralmente restaurato negli ultimi anni, si erge su un ponte a tre arcate, e rappresenta il più antico e meglio conservato castello idraulico della Maremma. Tra il 1833 e il 1835, quando fu scavato un altro canale, fu aggiunto il ponte a cinque arcate in mattoni e travertino.

L’ISOLA CLODIA

L’Isola Clodia, si raggiunge dalla Provinciale Castiglionese, in direzione di Grosseto, fino ai Ponti di Badia, dove si gira a destra per l’isola Clodia. Su una collinetta rotondeggiante si trovano le rovine di una villa romana, (che la famiglia dei Clodi fece costruire nel I° sec. a. C. su quella che allora costituiva un’isola presso le sponde del lago Prile) e di un’abbazia Benedettina (eretta circa nel 1000). I ruderi oggi visibili sono costituiti da due pareti costruite con una fodera esterna di conci. Ad ovest della collina restano tracce di una strada di accesso.

BIBLIOGRAFIA

  • AA. VV. “Toscana” Guide Rosse Touring Club Italiano, 2007
  • AA. VV. “Viaggio in Toscana. Maremma. La Costa Grossetana. Parco dell’Uccellina. Argentario. La zona etrusca dei tufi” Ponte alle Grazie, 1992
  • Cur. Celuzza, Mariagrazia “Guida alla Maremma antica” NIE, 1993
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